Judith

26. novembre 2005, 07:14

Judith, figlia di Merari, figlio di Oks, figlio di Giuseppe, figlio di Oziel, figlio di Elkia, figlio di Anania, figlio di Gedeone, figlio di Rafain, figlio di Achitob, figlio di Elia, figlio di Chelkia, figlio di Elià b, figlio di Natanaèl, figlio di Salamiel, figlio di Sarasadai, figlio di Israele, vedova Vau Asch e molto altro.
Nasce a Betulia, dodici chilometri a nord di Gerusalemme, da famiglia agiata.
Insofferente verso l’autorità , balza agli onori della cronaca per una brutta storia con un generale assiro, tale Oloferne, che dopo un coito particolarmente ostico uccide per decapitazione, valendole la stima di certi abienti palestinesi di estrema sinistra, per i quali simpatizza immediatamente.
Anemica, apatica, cefalgica, anti-strutturalista, ninfomane, ossessivo-compulsiva e ciclotimica, sfoga la sua frustrazione per non aver saputo sovvertire alcun Sistema in un latifondismo isterico ed in una predilezione per il sadismo che soddisfa circondandosi di personale a servizio, Bugatti e mariti, che – c’è da riconoscerlo – recluta con grande fantasia. Nonostante concluda ogni rapporto con il classico Taglio della Testa, resta un’inguaribile romantica, sola al mondo, alla ricerca del principe azzurro placcato platino, che riconosce ora in un chimico pachistano, ora in un tiratore scelto uzbeco, ora in un trafficante di droga finlandese.
Posa per Klimt, Donatello, Caravaggio, punteggia ogni jet set che si rispetti con il suo tacco undici borchiato. Nevrotica, conduce una vita di eccessi, saltando dallo speed al Veuve Cliquot, ad una certa antropologia di stampo marxista, agli orgasmi multipli, preferibilmente in copule miste a quota rosa dispari.
Sfinita dai medicinali, dai creditori, e da un passato ingombrante si imbarca su una anonima nave, che si rivela poi essere una Corvetta del 1778, che salpa da Lisbona senza troppe velleità .
E’ da qui che inizia la nostra storia.



Acquista una cabina ed una schiava masai. La nave si rivelerà  popolata da oscuri figuri, un commesso viaggiatore punk, un sir di nobile stirpe dal passato oscuro e, dulcis in fundo, un ammiraglio inutile e paranoico, con il quale i marinai della nave mormorano abbia intrattenuto una torbida relazione.
Durante una delle sue brevi trasferte su terra, conosce l’uomo che le ruberà  definitivamente il cuore: Il Colonnello Muammar Abu Minyar al-Qaddafi, Guida della Grande Rivoluzione del Primo Settembre del Popolo Socialista dello Stato Arabo Libico.
Inizia una indimenticabile storia d’amore.
I due amanti si incontrano di nascosto su un galeone in mezzo all’atlantico, e tra un sospiro e l’altro iniziano a maturare progetti di matrimonio.
Ma il fato ha in serbo tragici disegni per la nostra fanciulla, che tramite una drammatica lettera viene improvvisamente abbandonata dal suo eroe. Judith, per la quale si sono sfaldati eserciti e son crollati imperi, dopo l’iniziale smarrimento spazio-temporale, inizia ad ordire la trama di lenta vendetta verso l’uomo che doveva renderla regina sul trono di Tripoli.


Judith.afasici.net è il resoconto quotidiano di un’esistenza infelice e tormentata.
Di tanto in tanto si mette il naso fuori dalla nave per considerare un attimino la situazione storica dell’Italia del ventunesimo secolo. Tutto il resto è paranoia.