Le dimensioni contano (questioni di metri quadri)

6 Dicembre 2005, 16:38

Attendono saturi d’adrenalina l’applicazione della Cirielli i prigionieri della CasaCircondariale di Padova, stipati nelle loro celle puzzolenti di merda*, dove sopravvivono in tre nello spazio di uno e in nove nello spazio di tre*. Il che significa che lo spazio esistenziale regolamentare di metri quadri otto e mezzo (sarebbero nove, ma centimetro in più, centimetro in meno…) in cui condurre tutta la tua spericolata vita infra moenia, viene ridotto a meno di metri quadri tre, e questi sono ovviamente solo i dati che vengono diffusi, con le dovute compiacenze.
Accoglieranno certo con il caldo benvenuto che li ha resi celebri, i nuovi amici che andranno a ridurre il loro spazio vitale a uno, mezzo, un quarto di metro quadro.


Oggi i detenuti di Padova protestano a suon di forchette contro le inferriate, e per fortuna nessuno da ieri li caca, tranne il temibile Quotidiano Del Nord-Est.

ps: i dati asteriscati sono tratti dall’osservatorio Antigone. Ma non ci vuole poi un così grande sforzo per arrivarci da soli. Così, sulla scia del make-up del giorno di mirumir, inauguriamo il


Gioco del giorno: Raggruppa un paio di amici e continua a frazionare metri quadri per i detenuti. Vince chi accende la playstation per ultimo dopo aver scritto il denominatore più grande.


Forza Napoli

21 Novembre 2005, 19:27

...e provincia.


Che più bianco non si può (Metti una notte a Napoli)

30 Ottobre 2005, 03:40

Semplicemente confortante che Napoli reagisca alla notte bianca impazzendo: Milano e Roma, le antesignane, perfettamente sincronizzate, i loro autobus incrementati, i loro treni potenziati, i loro spettacoli perfettamente incastrati, i loro flussi di gente calcolati fino all’ultima scarpa. Così mi si spalanca un sorriso quando leggo le prime notizie che giungono dalla città sull’orlo di una crisi isterica. Ammassi di auto che spingono verso il centro, treni imbottiti all’inverosimile, e gli organizzatori™ che semplicemente non se lo aspettavano, con un candore che come fai a non volerci bene.
Istintivamente penso ai tragitti Salerno-Napoli nelle sere d’estate.
Mi cerco sempre un compartimento semideserto, puzzolente come gli altri, il paradiso dei writers: Mastiffs teste matte, Rione sanità, Brigata Carolina, abbasso un finestrino e caccio la testa fuori. Cava, Nocera, Torre Annunziata, Torre del Greco e le sue ville bianche e i suoi alberi in fiore belli da toglierti il fiato, e il mare, nero Mediterraneo. Portici che quasi ci sei arrivato, e quella folata di afa asfissiante che ti accoglie appena metti piede a Piazza Garibaldi, fino al pulviscolo, me la ricordo. Sempre la stessa zaffata di polvere, caldo e caos, e pure non riesco a sentire ostile nulla di tutto ciò, costantemente spregiato dal mondo.
Così ora, seduta qui al pulito freddo del Nord, immagino quel treno che arranca verso Napoli e tutti gli altri, stracolmi di tamarri cavesi con gli occhiali da sole a lenti rosa alle due di notte, di salernitani che a destinazione gli Azzurri partenopei ci caverebbero volentieri gli occhi,Vecchi Lions, Curva A 1926, di ebolitane appestate di profumi posticci e di tutta la cangiante provincia, kitsch come poche altre regioni possono, che va in città, a rimpinzare il collasso e gli sguardi perplessi degli organizzatori™, indecisi se essere contenti o invocare San Gennaro che l’alba arrivi il più presto possibile.
Cascano male, alle tre tornano ad essere le due, stanotte Napoli vive un’ora in più.
Solo a Napoli impari a vivere, vienici a trovare.